Ispirare, voltare pagina, iniziare a vivere un nuovo capolavoro, questo è l’invito che Andy Tauer ci fa con Au Coeur du Désert.
Sin dall’apertura le nuance balsamiche sono arrotondate e tenute basse grazie a un patchouli invecchiato e caldo, che rende la composizione un costante oscillare tra sentori più erbacei aromatici e note più umide. La sensazione immediata è di essere al cospetto di un nuovo capolavoro, una trasformazione geniale capace di raccontare una nuova storia.
L’Air echeggia nell’aria notturna, ma Au Couer ha così tanta personalità da portarci verso una nuova direzione più avvolgente, più raccolta. Compaiono sfumature (forse) di legno di cedro che conferiscono alla composizione un richiamo balsamico che però non decolla, ma resta appena sospeso sulla pelle e funge da trampolino a sensazioni olfattive leggermente affumicate, mentre tracce minuscole di cuoio sembrano baluginare come illuminate da un piccolo falò acceso sulla sabbia per la notte. Au Coeur è un jus che ondeggia come mosso dal vento caldo del deserto e presto la composizione vira decisamente mostrando il suo lato caldo e avvolgente, grazie all’ambra grigia che rimanda a note molto simili all’odore leggermente acre della pelle unite a note più morbide e dolci dando alla composizione un equilibrio perfetto cesellato da mani pazienti e sapienti.






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